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“Terreno Antropico”

Terminus Digital Art ospita la mostra “Terreno Antropico” in cui vengono messe
in dialogo sculture di Luz del Carmen in un ambiente sonoro curato da Ismael Condoii.

Task

Organizzazione esposizione d'arte

  • Design

    Exhibition Design

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"Terreno Antropico"

L’esposizione propone una raccolta di opere realizzate con elementi deteriorabili
spesso di uso alimentare o recuperati da scarti di lavorazione.
Posizionando le maschere ove il loro sguardo si incrocia, creando un dialogo fra loro
e distribuendo postazioni d’ascolto, l’artista invita i visitatori a riflettere e ad avviare
uno scambio di idee sul desiderio di permanenza dell’essere umano
e le sue conseguenze ambientali.
L’autrice esprime la sua intenzione usando ‘la cartoneria’, una tecnica di arte popolare
messicana, riutilizzando carta, giornali e cartone che, in aggregazione
ad acqua, farina, lieviti e zuccheri fermentando innescano
il processo di micosi. La comparsa del fungo, come agente che muta la composizione
delle opere e infine genera una sostanza fertile, mette in mostra la caducità della vita.
Questi mutamenti visibili diventano una rimembranza caotica che lascia uno scheletro,
il quale esteriorizza la debolezza umana: l’aspirazione di superare la vita stessa.
L’ambientazione sonora, realizzata da Ismael Condoii, è anch’essa pensata intorno
al tema del mutamento e dell’evanescente. Il tempo ci permette di percepire
il mutamento dei suoni, rumori che araversano una superficie di metallo.
Questa superficie, quando viene sollecitata da diversi oggetti, genera vibrazioni
molto tenui che però si sommano alla sorgente.
Amplificandole si meono alla luce suoni che nascono dall’incontro della materia
che decide la sua stessa espressione nel tempo.

Il progetto

Terreno Antropico

Per la mostra “Terreno Antropico” Terminus Digital Art ha seguito la curatela e l’ambientazione multimediale della mostra.
L’esposizione lavorava sul tema del cambiamento grazie a texture macro delle opere organiche dell’artista animate, mappate e proiettate sulle opere stesse e sull’ambiente circostante.
Le proiezioni creavano un gioco di ombre che mettevano in relazione i volti in esposizione con quelli dei visitatori che si muovevano nello spazio.
L’ambiente era anche reso interattivo grazie ad un sistema di luci che permettevano ai visitatori di intervenire sull’illuminazione dell’ambiente.

Collaborazioni

Walk-in Studio

Organizzazione

Terminus Digital Art
Franco Cesare Zanetti
Pierpaolo Ceccarini
Giulia Gandolfi

Artiste in esposizione

Luz Del Carmen
Ismael Condoy in arte Condoii

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